Pino Pace, Un gatto nero in candeggina finì

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Notes Edizioni

Le parole sono gioco, anche. Gioco profondo e lieve.

Le parole dei bambini sono torrente in piena, a volte, una corrente irrefrenabile che scorre di logica propria, cristallina. Oppure stanno tutte compresse nelle occhiate, nelle spallucce, negli spintoni, chiedendo una via per liberarsi. O si concentrano sulla punta del dito alzato per intervenire ed avere l’attenzione del gruppo.

Ci sono persone e libri che insegnano ad usare le parole, a disciplinarle senza rinunciare al divertimento e alla leggerezza. Un gatto nero in candeggina finì è uno di questi libri, Pino Pace è una di queste preziose persone.

Qui si impara a giocare con gli haiku, componimenti che appartengono alla tradizione giapponese formati da tre versi di cinque, sette, cinque sillabe. Poche altre regole: un riferimento stagionale, un capriolino logico, il tempo sempre al presente. Ancora meglio: si coglie il momento, l’attimo, quell’impressione che c’è e poi – puff – non c’è più.

Tra i trentacinque haiku del libro il mio preferito è questo:

La sveglia tace,

musica in cucina.

E’ domenica.

Corrisponde ad uno dei miei primi ricordi e da ciò deduco che da piccola mi sono trovata immersa in un haiku. E’ bello saperlo, riconoscere un frammento del mio passato modulato in 5-7-5 sillabe.

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Gli haiku di Pino Pace restano in equilibrio tra umorismo e poesia senza pretendere di essere troppo rigorosi rispetto alle regole tradizionali. Sono perfettamente intonate le illustrazioni della giovane taiwanese Tai Pera ed è curioso che persino il suo nome, ad un orecchio italiano, suoni in armonia con il carattere suggestivo e buffo del libro. Ed in più, semplici e pragmatiche introduzioni, una per i bambini e una per gli adulti, e utili istruzioni per la composizione: viene subito voglia di mettersi alla prova!

Non dico tanto per dire… Mi sono trovata a sillabare sul tram, contando con le dita, improvvisando haiku improbabili. Eccola, l’ennesima mania…

Info:

pinopace.jimdo.com

cargocollective.com/taipera

Con questo post partecipo al venerdì del libro di HMM.

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30 Comments Add yours

  1. polimena ha detto:

    Veramente interessante! Grazie per la segnalazione!
    È il venerdì
    auto, scuola, lavoro
    e poi la pace

    1. stimadidanno ha detto:

      ecco, ecco la prima neomaniaca! 😀

  2. Noemi. ha detto:

    Mi piace! Tra l’altro sono di nuovo in pieno trip da ludolinguistica, quindi casca a fagiuolo! Lo comprerò appena possibile.

    1. stimadidanno ha detto:

      beh poi è fra quelli che ha portato il sior Livio …voce ben più autorevole della sottoscritta

  3. Federicasole ha detto:

    Mi sembra spettacolare, creativo e da provare, lo voglio!vado subito a cercarlo!

    1. stimadidanno ha detto:

      sul sito di Tai Pera ci sono diverse pagine così ti fai un’idea!

  4. ilmondodici ha detto:

    Da dipendenza.
    Bellissimo Il libro,
    lo conoscevo.

    Ciao 😉

    1. stimadidanno ha detto:

      Sì sei secchiona
      Pure superfornita
      e ti adoro

  5. Marzia ha detto:

    Ahhhh! Ecco. Grazie.
    Non credo mi verrebbe questa dipendenza, sono tipo che in 17 sillabe non ci fa stare quasi nulla però il libro sembra davvero carino.

    1. stimadidanno ha detto:

      uh sai che invece è proprio interessante il fatto di sfidarsi?

  6. stefania ha detto:

    Una lettura molto particolare, non c’è che dire!

  7. Robin :D ha detto:

    Dici che una logorroica come me, con un figlio sulla stessa strada, potrebbe diventare disclipinata? 😉

    1. stimadidanno ha detto:

      sìsìsì secondo me è un buon esercizio. alla peggio vi divertite!

  8. Starsdancer ha detto:

    Meraviglia 🙂 lo voglioooooo 🙂

    1. stimadidanno ha detto:

      ahahahhahah
      ma io dovrei fare la piazzista di libri
      mi piace quando sono convincente!

  9. suster ha detto:

    Sì sì, davvero, sei una book-scout! Non ho capito però se questi “haiku” sono tutti a tema felino oppure no. Credo la seconda, visti i due esempi da te pubblicati, anche se dal titolo ammetto che ero caduta in errore. Purtroppo non mi libero da questa fissazione (dei gatti).
    Noi avevamo ricevuto in dono da un’amica un libro di poesie molto brevi e semplici, sempre sui gatti, e avevo intenzione di recensirlo in occasione di un venerdì del libro, ma… il libro è scomparso nel nulla, con grande dispiacere della pupa. Comunque il punto è che mi ricordava un po’ questo modo di poetare con le parole.
    era questo:
    http://www.libreriauniversitaria.it/gattilene-benedetti-paolo-san-paolo/libro/9788821550423

    Ah! E non è vero che l’età di lettura è dagli 8 anni in su! Mimi mi ha praticamente fracassato le palle a furia di volerlo rileggere!

    1. stimadidanno ha detto:

      Su’, ti confermo che non si parla solo di gatti! quello che hai segnalato è bello e se ti può essere di consoloazione anche casa nostra fagogita i libri…quanto all’età indicata…io me ne frego, semplicemente. prendo quello che mi incuriosiche e propongo secondo il periodo e le fisse del momento

  10. Tamara ha detto:

    Splendido!!! Una proposta bellissimi che mi attira molto e che di sicuro cercherò. Grazie mille!!

    1. stimadidanno ha detto:

      grazie a te Tamara per essere passata!

  11. Ros ha detto:

    la domenica a casa mia è:

    la sveglia tace
    casino di figli in soggiorno
    oddiodevoandareamessa.
    cavolo, perdeerò la fine del gran premio.

    🙂

  12. mammozza ha detto:

    La sintesi che dote! Quanto mi servirebbe. Michele non mi ascolta più perchè dice che, per spiegare una cosa, parto dalle guerre puniche. E dire che a scuola mi sembra di essere abbastanza schematica…
    Mah!
    Comunque ‘sto librino acchiappa.
    Ciao

    1. stimadidanno ha detto:

      ma no dai non mi sembri prolissa…sei anche una molto “visiva”. Michele, ritarati!

  13. Monica ha detto:

    I bambini li adorano. I miei studenti si erano addirittura cimentati con brevi poesie in inglese ed erano riusciti a stupirmi con piccole meraviglie (eravamo partiti dagli haiku, senza però rispettare la sillabazione, perché sarebbe stato troppo difficile in L2). Avevo postato qualche loro perla in occasione della giornata della poesia. Grazie per la segnalazione del libro, mi sono anch’io appassionata agli haiku recentemente. Sarà che sono moooooolto bisognosa di tenere a bada la chiacchierona che c’è in me!
    Un abbraccio,
    Monica

    1. stimadidanno ha detto:

      a me piacciono tanto anche i limerik, ma non ho mai provato ad inventarne…

      1. monicaalessia ha detto:

        I limerick sono piuttosto difficili. Ci hanno provato i miei alunni di seconda, così, per giocare un po’ con l’inglese senza troppe pretese, però alcuni erano decisamente carini.
        Monica

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