Di giacchette e tocchi leggeri

A quest’ora (le tre di notte) si dorme. L’insonnia non è da me e motivi di inquietudine non ce ne sono, la Bionda russa dai nonni e non posso usarla come scusa. Il caldo, ecco, sarà il caldo. #caldo, bisogna scrivere così, altrimenti non t’inquadrano bene. Quadri. Mi hanno scombinato i piani, ieri, ma il mio giro in solitaria al museo è solo rimandato. Stratificazioni e Novecenti, mi affascina l’idea della compresenza di tante visioni, una pluralità che sento anche in me, che mi ingarbuglia e che mi fa sentire viva, mi rallegra e mi stanca. L’ultima passeggiata nei Novecenti è stata alla Fondazione Tito Balestra di Longiano, ormai sei mesi fa. Oh, quell’acquaforte del Goya e tutti gli equilibri che è necessario avere, e i circhi poi, che ognuno ha il suo.

Tito Balestra dalla foto e dalla sua collezione sembra un uomo tranquillo, uno che si è nutrito d’arte e di parole e nella vita ha fatto quel che voleva fare, e che aria soddisfatta che ha. Ci spiega ironico un semplice segreto di felicità qui. Ho trovato altre parole (ho biecamente googolato, non sono lettrice di poesia, digito e assemblo senza pretese, va detto). Ho trovato altre parole, appunto, e forse Tito quell’aria pasciuta lì se l’è guadagnata schivando le meschinità, come capita di dover fare a tutti noi mortali. Mi sta simpatico, Balestra, me lo immagino tirato per la giacchetta dagli artisti e presunti tali, e una volta arrivato a casa sbofonchiare: Ma bastaaa! e sfogarsi con tocco leggero. E va bene essere romagnolo bonaccione (ormai vado di fantasia), ma le tristezze le vedeva anche lui, non si faceva andar bene tutto. Che grazia, però.

L’INVIDIA HA MANI ROZZE E INELEGANTI

L’invidia ha mani rozze e ineleganti
come le tue, che stringono a morte
accenni di sorriso. Sei davvero
solo e infelice, l’aria che respiri
è il tuo veleno.

COME UNA TARTARUGA SEI CONTENTO

Come una tartaruga sei contento
del tuo moto lentissimo, del guscio
che ti protegge. E lì resti a muffire
trasognato tra i tuoi poveri versi
e i tuoi malanni.

UN METRO QUADRATO 

Ti affligge la verità
di molti luoghi comuni,
invecchi di luoghi comuni
lodando la verità.

Come un qualunque bambino
che lecca il proprio gelato
credi che il mondo sia
grande un metro quadrato.

#metroquadrato si dovrebbe dire, così t’individuano meglio. Che fatica a volte, Tito. Quasi quasi torno a darmi un tono da imperturbabile.

massimo_campigli_2

Massimo Campigli, Donna con vaso blu 1928

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3 Comments Add yours

  1. Marzia ha detto:

    Certo che a te l’insonnia regala bei collegamenti, equilibri e circhi di varia umanità.
    E stasera sono io molto #metroquadrato, tutto concentrato in un niente che pare così pesante …

    1. stimadidanno ha detto:

      cambia il gusto del gelato, funziona SEMPRE 😉

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