Smaltiamoci e partiamo

il

“Fucsia, una gradazione di fucsia tendente a una strisciata di tramonto, la mamma ha detto subito: <<Un colore così per una bambina lo trovi solo a Parigi>>. Di georgette. Mi pare che non si usi più accompagnare la descrizione di un abito con il nome specifico della sua stoffa. Le infinite qualità dei velluti, le origini delle sete dai nomi affascinanti, marocain, shantung…”

da Bugiarda no, reticente di Franca Valeri

L’Estetista Sbrigativa mi pianta con i piedi a mollo e un cassetto di smalti in grembo e se ne va per un po’. Devo decidere il colore. Mi sciolgo sul lettino respirando l’aria condizionata, finalmente. Niente trilla, nessuno pretende. Siamo io e la macchina che scalda la cera e lei, nonostante sia progettata per farmi soffrire tra poco, non potrà mai pronunciare la parola sollecito. Ciò mi basta e mi rilasso.

Ripasso tra me e me tutte le voci con cui ho avuto a che fare nelle ultime ore. Un esercito di esemplari da ufficio dal tono più o meno stridulo, ansiosi di arrivare a fine giornata e a fine settimana. I più energici li immagino sorridere mentre cercano di essere collaborativi. Che poi è una tecnica di telemarketing, l’ho letto un milione di anni fa. Sono quelli furbi, quelli che hanno letto il bugiardino. Le une e le altre voci, le isteriche e le garrule, si sobbarcano le questioni pratiche del mondo: che l’iban sia scritto correttamente, che la documentazione sia archiviata con una logica, che la cucitrice personale non vaghi di scrivania in scrivania. Un po’ bruce willis un po’ dolly parton, non scrivono blog – o non me lo rivelano – e parlano solo di lavoro. E alcuni audaci in tasca le sfumature grigie. O altro (spero), che io divento matta a chiedermi cosa leggono, cosa pensano, come vivono fuori dai numeri di protocollo e dalle cartelline in cartoncino.

Oggi sono stanca, stanca soprattutto di parole, il silenzio è l’unica priorità ed è ciò che mi fa apprezzare questa spartana cabina da centro estetico di periferia. Tra qualche giorno partirò cercando il nulla. Tuttavia so già che gli incontri in vacanza rimescoleranno mondi e cambieranno le mie intenzioni, la curiosità prevarrà sulla naturale propensione alla selvatichezza e li starò ad ascoltare, come sempre. Tutti, sta in questo molta parte del mio essere sedia anche contro la mia volontà. E’ sempre stato così, da molto prima del blog: i luoghi che ho visitato sono incisi nella mia memoria insieme ad espressioni facciali, voci e storie, alcune anche molto private e toccanti. E se mi si chiede cosa so fare, ecco, questo: guardare e ascoltare. Raccontare meno, e forse non è sempre così necessario. Importante è l’esperienza, si dice. Resto lì con il dubbio, una domanda aperta.

– Questo fucsia qui, dico.

Mentre la Sbrigativa fa macramè delle mie estremità, allontano cucitrici, graffette e avatar dalla mente e me ne vado qui ed ora in vacanza con la testa un po’ vuota. O almeno ci provo.

Spluf, a presto.

pesci

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Marzia ha detto:

    Gran bisogno di silenzio anch’io, ho voglia di scrivere solo per me e per il gusto di perdermi tra parole intime.
    Buona vacanza e buoni incontri.

  2. Mammozza ha detto:

    L’ultima smaltata, pre Corsica, che ho dato è stata quasi audace: 4 dita rosso arancio e un dito azzurro polvere (diverso nei due piedonzi).
    Consigliato!
    Ma qua nella riviera rutilante non passi?

  3. Ro ha detto:

    buona vacanza, grandonna. 🙂

  4. ilmondodici ha detto:

    buono stacco 🙂

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