Il racconto di Q.

Q. mi ha scritto a proposito di questo post: “Mi divertirebbe molto leggere “il racconto di Q. com’era una volta” scritto da te, veramente. Spero tanto che tu trovi il tempo e la voglia per farlo”.

E’ matto, Quel che avanza di me.

***

Ne è avanzato un pezzo, di Q. Insomma era tutto d’un pezzo, incrollabile, poi una bomba lo ha fatto esplodere in aria. Non è più Q., ora, è Quel che avanza di Q. Curioso è che la bomba l’abbia fatta esplodere proprio lui, prima di finire eroso. Così che il risultato, il fatto che di lui ci sia ora solo un frammento, è un’imperfezione voluta e non subita. Gli sembra una gran differenza, tutto sommato, ed è una parte importante di questa storia. Ma andiamo con ordine.

Grande città del nord, famiglia dell’alta borghesia, giro bene e casa (una delle) in collina. Ottimi studi, esperienze all’estero. Amici adoranti che sono una sua copia sbiadita. Ragazze: una, la storica, la figlia del notaio. Isterica nella media. Q. porta avanti quel rapporto perché insieme sono davvero belli. Non la ama ma non la tradisce – questo a lei basta. Quanto a lui, confida ad un amico di essere pronto per perdere la testa. Per chi non si sa, la gente tutta lo annoia. Dopo la laurea e il master affianca suo padre e poi gli subentra nell’azienda di famiglia, piccola e iperspecializzata. No, non fa parte della generazione che disfa, Q. Ha ammirazione per l’avventura imprenditoriale del vecchio, ha idee nuove, autorevolezza innata, abilità commerciale. Gestisce il pelo sullo stomaco con eleganza, è un vero stronzo ma nessuno mette in dubbio che lo sia con stile. Gli amici lo ammirano e i concorrenti lo rispettano, tutti gli occhi sono puntati su di lui.

Nel tempo libero scia e corre, studia, compra. Riesce bene in tutto e gli dispiace, non regge questo suo lato perfettino. Si riconosce un’intelligenza ottusa che mai lo sorprende e che lo pone sempre al centro in qualsiasi contesto. Vorrebbe piuttosto una e una sola passione smodata, una mania per cui non andare mai a dormire e tremare sentendosi insoddisfatto e inquieto. Ambirebbe a sbagliare rovinosamente, magari di fronte ad avversari che lo disprezzino. Farebbe di tutto pur di provare fatica e un po’ di dolore. Non troppo, s’intende, solo quel tanto per avere anche lui quella punta di amaro che si trova negli occhi di certe persone. Sono gli occhi che mi mettono dubbi – pensa – gli occhi da cui scappo. Non ne ha incontrati molti, in realtà, di occhi così. Ha incontrato per lo più sguardi ammirati che lo hanno fatto sentire molto solo. Quel che è certo, quel lavoro lui lo detesta. Ci pensa una sera, sfogliando curricula per selezionare candidati ad una posizione di responsabile amministrativo. Lo vede da fuori, il tarlo che lo erode, ed è un lampo. E’ riconoscersi ed iniziare a salvarsi. Spegne tutto, lascia la fidanzata per telefono, prende carta e penna ed inizia ad organizzare la dismissione di quote societarie e responsabilità. Delegare le sue funzioni non è facile, ci mette alcuni mesi ma riesce a sistemare tutto in modo indolore. Quante carriere si sono aperte grazie a questa bizzaria di Q.! Esce di scena molto amato.

In certi circoli ancora si mormora di quel ragazzone così serio, forse strano. Dov’è finito? si chiedono. Ha intrapreso un breve viaggio solitario, noioso più della sua ex; qualche telefonata, una lunga mail a suo padre poi più nessuna traccia. Non si sa dove viva ora Q. C’è chi sospetta di averlo incrociato nell’internet mascherato sotto vari pseudonimi. Se è lui, scrive strane criptiche poesie. Avrà certamente una persona da amare, forse un figlio. Probabilmente ora avrà anche dei sentimenti.

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. stimadidanno ha detto:

    non ci credo…

  2. Q. ha detto:

    In effetti, la verità è questa. O qualcosa del genere.

  3. stimadidanno ha detto:

    è che proprio non avevo elementi e per brevità era semplice immaginarti senza cuore… 🙂

  4. Q. ha detto:

    Monella…

    Un sorriso.

  5. stimadidanno ha detto:

    :)))))) felice di farti felice

  6. Mammozza ha detto:

    Bello bello bello.
    Sto leggendo post che mi toccano le sinapsi.
    Felicità

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