Ognuno è maestro nell’arte sua

“Ognuno è maestro nell’arte sua”, illustrazione di Marco Lorenzetti, che ho intervistato per Measachair (è bravissimo, andate a vedere se vi va).

Accade anche che loro, i tampinati, a volte domandino. Considero questa reciprocità uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza di Measachair, dà un senso al fare e disfare della rete che mi impegna il tempo libero. E’ successo ad esempio che una persona da me intervistata diverso tempo fa mi abbia chiesto recentemente cos’è per te la crisi? Sta raccogliendo materiale per un progetto e ho risposto volentieri. Ne è uscita una paginetta di fatti miei che non riporto qui. In sintesi ho scritto che la crisi economica non mi sorprende e non mi sconvolge, è dal mio ingresso nel mondo del lavoro che mi sto preparando. Un lungo, paziente, talvolta esasperante allenamento.

Sempre in questi giorni di chi me lo fa fare?, noto alcune cose che mi fanno riflettere sul valore dei contenuti che propongo qui e altrove.
Imperversa sul web la campagna virale contro i datori di lavoro che pagano in visibilità e tag su fb, con dibattito annesso. Vecchia storia che conosco bene.
Per una serie di casualità entro ed esco dalla macchina del tempo incrociando persone con cui ho condiviso visioni, progetti, viaggi di lavoro e pause pranzo. Un buon esercizio per ricordarsi del buono, che pure c’è stato.
Mi accorgo che un’intervista da me curata con pazienza e gran lavoro di editing è stata totalmente scoppiazzata da un altro sito, uno di quelli molto fighetti nelle intenzioni, per fortuna con la citazione della fonte. Gioie e dolori della condivisione.

E allora mi metto a fare i conti con il presente e con il quotidiano dell’ufficio grigio, con i bonifici da effettuare, con le previsioni di un 2014 che sarà difficile, con nuove diverse collaborazioni in corso. Mia figlia, mentre fa i compiti, mi raccomanda che dal margine MAI MAI MAI MAI MAI si deve uscire. A me lo dice, che sto sempre sul limite rischiando spesso di cadere. Verrebbe da ribellarsi, da farle notare che trattenersi non è mai bene. In fondo è questo che ho colto in questi anni di web, passati a sbirciare cosa c’è oltre al conosciuto. E sempre ho imparato, guai a non chiedere.

Poi però, dopo questo bell’allenamento al coraggio che mi ha spinto ogni volta più in là, arriva anche l’horror vacui. Potenzialità, tempo, questioni molto pratiche. Occorrono sì i margini, se non voglio perdermi e voglio passare al fare. Come sempre ha ragione la biondina seienne, saggia perché sa ricondurre il mondo alla sua misura e alle sue forze. Corro a riprendermi il quadernino azzurro e mi faccio due conti, stavolta, mi faccio la stima dei danni con tanto di date, entrate e uscite. Benvenuto 2014, non ti temo. Non ancora.

Se tutto si può,
il momento del fare
è complicato.

da Haiku seduti sotto la luna

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