Sul dire e non dire (da Achille Campanile, Ma che cos’è quest’amore?)

il

Morbelli, Angelo (1853-1919) – 1900-01 Self-Portrait (immagine da qui)

Trascrivo un brano da quel librino trovato tra i funghi, come scrivevo già qui.
Mi è venuto in mente chiacchierando con amiche riguardo all’educazione sessuale da propinare ai bambini. A loro, che con gran probabilità in segreto ridono di noi, perché tutto sanno tutto vedono e tutto ascoltano e hanno già qualche idea non mediata, mentre noi riflettiamo su kit tridimensionali esemplificativi e libri sulla sessualità e sull’identità di genere.

Qui siamo nel 1927 e abbiamo un grande senso dell’umorismo. Ripigliamocelo, che fa solo bene.

“A questo punto l’Autore si sente molto perplesso. La narrazione, non per colpa di Lui, entra in un terreno di natura delicatissima. Egli s’è proposto di non tacere nulla e manterrà l’impegno.
Ma non gli basta il cuore d’offendere i sentimenti dei suoi lettori, col nominare atti che è bene fare, ma non dire. E’ certo che, se desse a tutte queste cose il loro nome, la fortuna del presente racconto sarebbe fatta. Ma Egli non vuol compromettere la propria fama di scrittore castigato.
Chiede pertanto, in via provvisoria, di potersi intendere coi lettori sulla base d’una fraseologia convenzionale, che gli permetterà di dire tutto, senza offendere nessuna giustificata suscettibilità, chiamando alcune cose secondo il prontuario seguente, che servirà di guida, per l’interpretazione del passo.

Bacio – ciclamino di bosco
Baciare – solleticare
Abbracciare – dipingere a colori vivaci
Carezzare – saltare
Mento – Manzanare
Bocca – barca a vela
Labbra – montagne russe
Collo – treno delle 16 e 30
Nuca – rosa dei venti
Vita – zia Caterina
Seno – vecchio pescatore
Capelli – ricordi del passato
Gola – polvere
Guance – piramidi
Fronte – guerra dei trent’anni
Orecchio – mare in tempesta
Sopracciglia – Alpi
Capo – altare
Ricciolo – Reno.

Ed ora possiamo andare avanti.
Dicevamo che, mentre Carl’Alberto aiutava Lucy ad alzarsi, i due giovani si trovavano così vicini che l’uomo, prendendo la zia Caterina della donna, mise le sue montagne russe sulla barca a vela di lei e vi depose un ardente ciclamino di bosco.
– Quale imprudenza,  – mormorò Lucy – possono vederci!
– No, – le disse appassionatamente Carl’Alberto, sltandole con un una mano la guerra dei trent’anni – voglio un’altro ciclamino di bosco! Io non sarò mai sazio dei tuoi ciclamini di bosco!
Lucy disse:
– Uno solo. Qua!
E gli presentò una piramide.
– No, – supplicò il giovane – voglio la barca a vela.
Ma la donna voleva farlo soffrire e disse:
– Un casto ciclamino di bosco sulla guerra dei trent’anni.
– Le montagne russe, – incalzava l’altro – le montagne russe!
E, poi che vide ch’ella resisteva, prese il treno delle 16 e 30 e tentò di strapparle il ciclamino di bosco negato. Nella lotta, ella scoperse la sua candida polvere e l’amante vi impresse le montagne russe e ve le tenne a lungo.
Quindi, stringendole sempre la zia Caterina, la solleticò sulla rosa dei venti, dietro il piccolo mare in tempesta e sulle piramidi.
– Mi fai male, – mormorava Lucy – mi strappi i ricordi del passato. Basta, con i ciclamini di bosco, mi soffochi. Lasciami la zia Caterina. No, no, non dietro il mare in tempesta.
– Taci! – sussurrava il giovane. – La tua barca a vela è ardente e tormentosa, la tua guerra dei trent’anni è pura come un’alba serena e le tue piramidi sembrano rose di maggio. Taci: :che io senta la fragilità della tua piccola zia Caterina di vespa, ch’io ti solletichi ancora, dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanare al Reno, due volte nella polvere, due volte sull’altar!
E non cessava di solleticarla, sì che ella fu vinta sotto la tempesta dei lunghi ciclamini di bosco e finalmente abbandonò il capo sul vecchio pescatore di Carl’Alberto e…
Consumiamo questi altri dieci puntolini.

.   .   .   .   .   .   .   .   .   .

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2 commenti Aggiungi il tuo

    1. stimadidanno ha detto:

      E’ un libro che a leggerlo di filato ti chiedi: oh cavolo ma dove vuole andare a parare? che droghe ha usato? poi ti sorprendi a ridere di gusto…

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