Gozzi, Morini, Murgia. A ritrovar le storie

1

 

 

Il paese di Tarot ha perso progressivamente le parole. Un processo graduale e lento le ha prima sbiadite e poi fatte letteralmente scomparire, rendendo invisibili i ricordi, lasciando le bocche mute. E’ l’arrivo di un Saltimbanco e di un’Oca, personaggi ricchi di simbolismi e magia, ad innescare con discrezione un primo ricordo e, subito dopo questo, il primo piccolo e circospetto racconto e di conseguenza un dialogo. Sapientemente questi due personaggi guidano la comunità alla riscoperta del passato, dei sentimenti, del mondo, dei libri che tutto il mondo racchiudono. Così, attraverso la giustapposizione di voci magicamente risvegliate, Tarot ritrova le parole e le storie “ricominciano ad allungarsi, a respirare, a riprendere colore”. Infine – ma non è una fine, è un inizio – se ne vanno, il Saltimbanco e l’Oca, con la discrezione con cui sono arrivati. Resta una piuma d’oca a disegnare un gioco a spirale, antico e sempre rinnovato come il Tempo: è il gioco continuo delle storie e della vita, che mai finisce e non è mai uguale a sé stessa.

Conta che ti riconta
la vita si racconta
tiritiritera
questa è una storia vera.

 

Un libro emozionante, vien da dire, per chi riflette sulle parole e sull’uso consapevole che può esserne fatto. Nessuno di noi vive a Tarot, anzi il silenzio è l’ultimo dei nostri problemi. Tuttavia l’eccesso porta anche ad un annientamento: viviamo in un flusso continuo, esagerato e affossante di parole svuotate, che perdono per ridondanza il significato, la valenza magica. E dunque passiamo i nostri giorni in un Tarot caotico che spesso ci isola. Riflettere sulle singole parole, su quelle più magiche, ci aiuta a riscoprirne il valore, a riattivare le storie. Le storie sensate, quelle che servono. Quelle che servono a noi, a ciascuno di noi. E ognuno ha le proprie storie, ha le proprie parole… ed è bello condividerle, da un divano o dal cerchio di uno spettacolo-laboratorio, dal web o nella concentrazione di una sessione di gioco dell’oca. Parola, racconto, condivisione: una spirale virtuosa che mai si ferma e genera vita… e caos e rumore e ancora da capo, a cercare e purificare…

Resto stordita dagli spunti forniti da questo libro.

Il testo è in equilibrio tra narrazione e poesia, ma anche tra mondo bambino e mondo adulto. Dalla nascita alla morte, ci passa tutta la vita, nelle parole, ed è piena, bella, ricca di fatti piccoli e grandi, avvenimenti storici e paure minute. Sfoglio e risfoglio, cogliendo ogni volta dettagli e aperture, individuando mille potenzialità di ludica riflessione.

C’è una forte componente orale nel meccanismo descritto. Si parla di libri, anche, ma soprattutto si parla. La parola è soprattutto dialogo e teatro del mondo, non è un caso che al libro sia legato un laboratorio che è anche spettacolo teatrale.

E poi, centrali, le illustrazioni di Daniela Iride Murgia. Qui alzo le mani e mi arrendo alla ricchezza. Rimandi a simbolismi magici mutuati dal mondo dei tarocchi, delle favole classiche, del sacro… questo è solo quello che colgo io, magari fraintendendo, fuso armonicamente in tecnica mista e pluralità di voci. Suggestioni che posso solo intuire, oltre a molti altri riferimenti iconografici (ho letto questa analisi incentrata sulla figura dell’Oca e mi è venuta una vertigine). In questo caso la bimba sono io, che resto incantata e non capisco tutto, ma resto. E guardo e riguardo e spalanco gli occhi. Accetto i miei limiti e dove non ho spiegazioni, dove non trovo senso immediato, ricostruisco attraverso rimandi personali il mio puzzle di significati. Divertendomi e sentendomi molto viva nel farlo, e grata.

Il Gioco dell’Oca con le parole, poi, posto al termine della storia, mi dà il colpo finale. E’ come ritrovare il filo rosso di tutto il lavoro (sì, è un lavoro, a modo mio) che svolgo in rete e ultimamente anche fuori dalla rete. Da cosa nascono le storie? Da una domanda – implicita o esplicita. Oh! quanto mi suona familiare tutto ciò! e quanto mi rassicura, per tutte le volte in cui penso: quanto tempo dedico a questi progetti, ha senso? dove mi porteranno? e intanto inanello storie e rilancio i dadi e va bene così.

E dunque:

Parole come gioco
Parole di vita interpretabili come tarocchi
Parole che si inanellano come perle di una collana, ogni volta diversa
Storie dove una fine è un’inizio e tutto è energia
Fili di immagini e significati come cerchi e spirali che mai si fermano
Racconti collettivi a cui tutti partecipano aggiungendo dettagli e sfaccettature

Questo è un libro che spalanca porte.

 

Gozzi, Morini, Murgia
A ritrovar le storie
Edizioni Corsare

 

Info:

> il libro sulla pagina dell’editore

> il sito di Daniela Iride Murgia, l’illustratrice

> Il viaggiatore incantato, Intervista a Daniela Iride Murgia 

> il laboratorio-spettacolo teatrale Conta che ti conto, Teatro dell’orsa

 

 

1

 

 

Annunci

3 Comments Add yours

  1. Pendolante ha detto:

    Molto intetessante

    1. stimadidanno ha detto:

      Io l’ho dovuto ordinare, magari hai una libreria indipendente specializzata e fornitissima sottocasa per poterlo sfogliare…

      1. Pendolante ha detto:

        Non proprio sotto casa, ma lo cercherò

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...