Ombre e illuminazioni

Ieri sono stata da Open alla presentazione di alcune app digitali per bambini. Attendo di possedere un tablet per fare considerazioni sull’argomento, la sensazione è che questa nuova idea di testo sia ancora tutta da esplorare.
Ho visto progetti divertenti con belle grafiche, contenuti degnissimi che andavano dall’esplorazione delle paure, superabili attraverso il gioco, a veri e propri strumenti propedeutici alla grafica digitale. Nessuna novità sconvolgente, se non che era tutto a portata di polpastrello e che i bambini coinvolti hanno dato prova di aver molto gradito.

Più delle app è stato interessante osservare loro, le persone piccole per dirla come Beatrice Alemagna in Che cos’è un bambino. Si trattava di un vispissimo gruppetto dai quattro ai nove, dieci anni. Una forza, nessun timore dei relatori, nessun accapigliamento, voglia di provare ma senza aver l’aria saputa. Sperimentavano come i bambini fanno con tutto, con la sabbia, le costruzioni, l’erba o la plastilina. Curiosi, spontanei, divertiti e divertenti. Si parlava di supereroi ed erano espertissimi, c’era chi ne aveva visto uno nella mattinata (il papà confermava, avevano incontrato batman due isolati più in là, vivere a Milano comporta alcuni vantaggi); si rifondavano i dipinti di Van Gogh è c’è chi ha suggerito di mettere uno sfondo “come l’acqua per la pasta” ai girasoli; dopo due ore, percorrevano con entusiasmo le navate della chiesa di Santa Croce a Firenze, freschi come rose.

In particolare mi ha colpito questa scena. Mentre il quattrenne, dotato di molta favella e altrettanto spirito d’iniziativa, strisciava sulla tavoletta che era un piacere, alcune bellissime Miss, più grandi, non si lasciavano scappare l’occasione di sfruttare la luce del proiettore per giocare con le ombre cinesi

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Le ombre, il gioco più antico che ci sia, ci giocava anche Platone.

Ecco io scattando questa fotina con il cellulare ho capito che questi tipettini pieni di energia hanno tutte le risorse per difendersi dai cattivi contenuti, presenti nei giochi, nei libri tradizionali e nell’elettronica. Affrontano la vita veloci e non perdono tempo, loro, nemmeno un minuto. Essenziale è scoprire. Con le domande, con le dita, con tutto il loro essere, con i gesti antichi e con i gesti contemporanei. Loro afferrano a piene mani e intascano, accumulano scorte senza sprecare occasioni.

Noi qui digiuni e teorici filosofiamo sulle briciole – ma lo strumento è adeguato o no? fa bene? fa male? – mentre loro a manate energiche si sono già nutriti di futuro e hanno già costruito il nuovo,  con ogni fibra. Energia pura e inarrestabile, vinceranno loro nonostante noi.

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