Etciù!

La (piccola) donna di oggi l’ho incontrata sulla via della scuola. Io rientravo verso casa, lei trottolava di fianco alla nonna in direzione contraria. Il grembiule colorato spuntava dalla giacca a vento, quanto a lei era una biondina dai toni spenti e dai lineamenti comuni. Non una bambina che si nota, si può dire, ma per i suoi cari certamente la bambina più bella del mondo. Mi ha colpito perché fingeva di starnutire, starnuti teatrali, al fine di convincere la nonna a fermarsi, a tornare indietro. E la nonna con un bellissimo accento pugliese la esortava a non fare scene, che tanto a scuola sarebbe andata comunque. Lei, non un pianto. Ci aveva provato e non era andata. Inutile insistere.
Quell’attrice in erba mi ricorda che i bambini veri non sono le creature poetiche che si nutrono a pane e laboratori, fette di silentbook velati di haiku per gioco, un bel bicchiere di frottage per mandare giù il tutto. Quei bambini ce li prefiguriamo talmente spesso nel corso delle nostre giornate da renderli materici: eccoli belli, meravigliosamente sciolti in una fotogenica creatività. Me ne sono resa conto ieri mattina durante una bellissima chiacchierata con la mia amica Anna Pisapia, sensibile e molto competente su questi temi. Il risultato della chiacchierata è questa intervista e una grande euforia. Voglia di fare, progettare, coinvolgere in visioni che diventano castelli.
Poi, ci sono i bambini che Etciù!, vorrebbero vivere d’altro. Di divano e cartoni, perché sono un po’ stanchi di scuola. Di prati, che non bastano mai. Di nonne più empatiche, di genitori più rilassati. Leggono pochi libri, se li leggono, e quei libri non ci piacciono. Sono troppo pallidi. Ci mettono un po’ a sciogliersi. Non si sciolgono. Non disegnano, le femmine giocano con bambola e passeggino, i maschi son tutto calcio e videogiochi. Figli di donne che conducono laboratori, con case disordinate piene di cartoni, pennelli, vasetti in attesa di un’idea. Esseri trainati da nonne stanche, da baby sitter che con l’altra mano digitano messaggi al moroso. Sono i bimbi che agli stimoli osano dire: no, basta, Etciù!, innalzando la prima fila di mattoni per il proprio personalissimo muro di cinta. E ne hanno il diritto, e un po’ anche il dovere, quel muro è importantissimo e va rispettato.
Osservo quell’Etciù diventare grafico nell’aria, come un fumetto, e mi fa simpatia. Siano, tutti i bambini, scartati ai casting.

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Little Miss Sunshine

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. stimadidanno ha detto:

    riconoscersi…

  2. Pendolante ha detto:

    Ne vado fiera!

  3. stimadidanno ha detto:

    allora sei una scartata al casting anche tu, socia! :*

  4. Pendolante ha detto:

    Rifaccio: non so se sia colpa della primavera, ma oggi mi commuovi

  5. Pendolante ha detto:

    non so se è la primavera, ma oggi mi commuovi

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