Il tempo e il tempismo

Avrei deciso che è il tempo del risveglio.

Leggere haiku, fotografare alberi in fiore, apprezzare le iniziative scolastiche che trasformano i bambini di città in agronomi, prosciugare stagni melmosi e aprire porte sulle nuvole: ecco, in forza di tutto questo ho buone ragioni per investire su questa primavera.

Eppure c’è chi mi smentisce. La tartaruga, che dovrebbe agire per orologio interno e rispondere coerentemente alle constatazioni di Issa, dorme da mesi. Nel sonno tranquillo allarga il carapace con pazienza, un lavorio di fino, geometrico e ingannatore. È una nuova cornice ovale di placchette regolari o il solito pattern, solo un po’ più grande, un ingrandimento di millimetri? Quando ce l’hanno regalata somigliava ad una moneta da due euro, ora dovremo procurarci sassi più comodi per arredare la sua vaschetta, e insomma qualcosa sarà successo in questi quattro-cinque anni (ho perso il conto) in cui è diventata di casa, o no?

Noi la guardiamo increduli: diamine, è il tempo del risveglio! Lo dice I-s-s-a, nientepopodimenoche, porcamiseria! Ma lei fa come vuole.
Ieri l’ho spostata al sole, un segnale forte direi. Niente. Ha cambiato sasso, ha allungato il collo verso il cielo, si è rimessa a dormire. A dirla tutta un poco si è riscossa dal torpore, ha provato a guardare fuori dalla finestra, a stiracchiare i muscoli mettendosi in equilibrio su due zampe. Ma ancora parecchio stordita si è ribaltata all’indietro, mostrandomi tutta la vulnerabilità del suo pancino giallo.

Di fronte a questi pochi etti di pigrizia, leggeri ma molto evidenti, mi arrendo e vedo i limiti di tutte queste storie di pianeti, soli, lune e poetiche saggezze contadine. Un apparato di elementi prevedibili che farebbe proprio comodo, se non fosse che è tanto più divertente osservare chi sovverte gli obblighi. Mi piace pensare che il microcervello della mia tartaruga sogni – e del resto in questi mesi ha avuto anche momenti di sonno irrequieto ed episodi di sonnambulismo – e che abbia una qualche forma di libero arbitrio: avere un sasso preferito ogni giorno, decidere di punto in bianco che le piace l’insalata dopo anni di rifiuto, imparare a fidarsi di noi.

E dunque dopo la goffa manifestazione ginnica di ieri si è rimessa a dormire, stellina indifferente a Issa.

Anche la tartaruga
conosce il tempo
della luna primaverile.

Forse lei attende la prossima luna. Quanto a me, è il caso di darmi una mossa…

 

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