La parola più importante, versione open air

Oggi si è concluso un piccolo ciclo di incontri con bambini homeschoolers di varie età. In tre diversi momenti abbiamo: esplorato le sensazioni tattili, visive e narrative che la carta può dare; decorato, inchiostrato, timbrato, stampato, alterato e chi più ne ha più ne metta; rilegato alla giapponese con grande impegno e grandi risultati; illustrato a più non posso; scritto storie; costruito leporelli classici e fantasiosi; creato libricini con una sola, luminosa parola, generatore e finale di una luuuuuuuuuunga storia illustrata.
È stato davvero bello imparare piano piano a conoscere i bambini e le dinamiche di gruppo, prendere confidenza, sapere che ogni spunto sarà poi ripreso e rielaborato a casa in progetti personalissimi e segreti.

Oggi poi, lavorando all’aperto, è stato magnifico. Sarà stata la luce. O le foglie che cadevano dorate sul nostro lavoro. Un’oasi vibrante di sfumature, una poetica parentesi nel caos cittadino. Giallo, verde, rosso e un marrone friabile, accogliente. Bambini chiudete gli occhi e state in silenzio qualche minuto. Concentratevi, ascoltatevi. Ora aprite gli occhi e scrivete sull’ultima pagina del leporello qual è per voi, nel qui ed ora, la parola più importante. Non quella giusta, questa non è una lezione. La parola che vi rimbomba nella testa in questo momento, quella che prevale su tutte.

Hanno scritto per caso oro? autunno? caducità del tempo? bellezza che si rinnova? l’eterno e le morte stagioni?

No. Hanno scritto: verde, calcio, esplosione, esplosione nucleare (giustamente, lui era il fratello maggiore e l’ha rimarcato).

E io ho riso molto perché ho capito che hanno svolto quest’attività davvero liberi ed era quello che volevo. Altri due dettagli: un autoritratto sulla prima pagina, una linea con svolgimento a piacere per collegare loro stessi alla parola più importante. E lungo la linea, tante storie che parlano il linguaggio dei videogiochi e dei fumetti, ma anche dei sogni e delle aspirazioni. Detonatori, astronauti, esplosioni, pesci, surfisti…
Mentre succedeva tutto questo, vicino a noi, una concentratissima duenne non restava con le mani in mano.

Poi, nel pomeriggio, il messaggio di una mamma che mi avvisa che un altro leporello ha sentito l’esigenza di nascere in fretta, nell’ora libera tra il mio laboratorio e la lezione di musica…

Mi fa piacere condividere con chi passa di qui tutta quella luce. Metto qui, in ordine sparso, e mi preparo al prossimo appuntamento.

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