Allegoria

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Inizio d’anno veneziano, camminate lente, luce liquida.
Girando a zonzo piombo dritta dritta nella pancia del sistema mangialibri, che è bulimico, appiattisce, ammuffisce. Però, paternalisticamente, regala seconde e terze e ennesime, casuali, possibilità di rinascita. Tutte apparenti.

Esco velocemente dalla libreria Acqua Alta,  meravigliata come turista e infastidita come lettrice. Nemmeno il mio istinto di rigattiera viene solleticato, eppure amo molto comprare libri usati. Non questi però, che mi sembrano osceni complici di un certo modo di fare industria culturale in Italia: folcloristico, appesantito, urlante, sentimentale, arrangiato.

Evviva chi propone meno e meglio, nel nuovo e nell’usato; chi espone bene, valorizzando il pensiero e l’oggetto; chi ci mette anche dentro qualcosa, tra le righe.
Grazie a chi progetta, a chi guida, a chi smonta e ricompone; a chi accompagna per mano, spiegando che la forma “libro” non è garanzia di niente.
Sia benvenuto il verbo scegliere, in tutti gli ambiti. L’accumulo sentimentale è una fregatura: nella vita, in libreria.

Evviva chi ci prova, a cambiare.

Buon 2016 a tutti coloro che lavorano in questa direzione.

immagini della libreria Acqua Alta (Venezia)
e chissà quante cose belle mi sono persa,
sopraffatta dalla quantità

 

 

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One Comment Add yours

  1. robertoalfredooliva ha detto:

    Evviva chi ci prova !

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