Bambini e rilegatura orientale. Perché?

Reduce da un corso rivolto agli adulti e da quattro laboratori in classe, facenti parte di un progetto articolato che ho spiegato su Haiku seduti sotto la luna, sento di poter affermare che la rilegatura orientale fa bene e va diffusa, anche in versione semplificata.
Vedendo l’intera classe coinvolta con entusiasmo nell’impresa, un’insegnante sosteneva che andrebbe esercitata ogni mattina prima di iniziare le lezioni, come forma di preghiera laica che porta serenità e concentrazione.
Per questo mi piacerebbe vedere sempre più insegnanti ed educatori ai miei laboratori.

Provo a mettermi dal punto di vista dei ragazzini concentrando di seguito tutti i punti a favore:

  • perché i bambini non sono stupidi e apprendono la tecnica negli stessi tempi e con le stesse imbranataggini (facilmente superabili) degli adulti
  • perché la strumentazione tecnica, vagamente pericolosa per via di punteruolo e ago, è affascinante, divertente, da grandi
  • perché mentre si cuce si parla, si ride, e ogni tanto si esclama “ficooo”
  • perché molte abilità e disabilità rispetto alle competenze richieste dalla scuola vanno gambe all’aria
  • perché è un’attività né da maschi né da femmine
  • perché spesso si hanno tante parole, ma non si sa come fare a tenerle insieme
  • perché rallentare è bello e necessario: lo sanno tutti, ma spesso si fa solo teoria
  • perché si impara ad aspettare il compagno che ha il filo ingarbugliato, si sperimenta l’equilibrio tra lavoro individuale e dinamica di gruppo; e nessuno fa troppo il saputello, che il filo è fetente e il groviglio è dietro l’angolo
  • perché non tutti sanno ammettere, ridendo, che ad ogni punto il filo si sfila dalla cruna; e ammettere ridendo è una lezione di vita
  • perché sembra difficile ma non lo è
  • perché il risultato è semplice e bello e su questo non si discute
  • perché con il primo fascicoletto si soffre, con il secondo si capisce di aver capito e con il terzo si ha un lavoro pulito, quasi perfetto, e poi la tecnica non si dimentica più
  • perché “l’ho fatto io” e non c’è voto, non c’è record, non c’è gratificazione che dipenda da altri; solo “io” e le mie mani e che bello dirsi “bravo”
  • perché viene subito voglia di inventare una variante, rompendo la regolarità del pattern, e l’istinto a spezzare le righe è cosa sana e giusta.

 

*Ok, tutto interessante. Come si fa?*

info: sigerol@tin.it
13006645_1095984733787286_9104639110740104447_n (1)

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...