Sono superficiale. Progetti cartopoetici per l’autunno.

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I poeti non sono idealisti o sognatori senza senso della realtà: sono materialisti estatici. Rendono alla materia il suo lato nascosto eppur completamente esposto alla visione. Vedono quel che la materia già è. La materia è natura, tecnica, pensieri, sentimenti, mani e piedi, dolore e gioia. La materia della poesia è la vita. Non c’è altro che vita nella poesia ma ciò che è, ciò che la vita è, è sempre altro da quel cliché in cui crediamo di poterla fissare; sempre altro da quella previsione in cui crediamo risieda la saggezza. Il poeta immagina le immagini del mondo, dà loro una visibilità sottraendole al mondo del prevedibile, al cliché. E questo suo atto di parola, questo suo speech act, dà origine a un sapere: il sapere dell’invisto, dell’inimmaginabile, dell’impossibile.

Federico Ferrari
L’insieme vuoto.
Per una pragmatica dell’immagine
Johan&Levi editore, 2013

Osservare, scegliere, fare, sorprendersi, dire.
Ho intrapreso un viaggio superficiale e sto studiando alcune tappe che vorrei condividere nei miei laboratori d’autunno. Materiali, tecniche e progetti stanno prendendo forma.

info per scuole, associazioni, librerie, privati: sigerol@tin.it

 

 

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