Non badateci. Milano, Solstizio d’estate.

il
8
badare
ba·dà·re/
intransitivo
1.Avere cura, sorvegliare (+ a ).
“b. ai bambini”
2.Dedicarsi esclusivamente a qualcosa, spesso con una sfumatura polemica (+ a, anche + inf.).
“b. solo ai propri interessi”
transitivo
1.fare la guardia, custodire.
“b. le pecore”
***
Estate a Milano, eccola.
Noi bambini fortunati siamo meno badati, riveriti e ottimizzati del solito, perciò risplendiamo. Fateci caso, se volete, ma continuate a non badarci.
1
C’è Aron, figlio di un portinaio che lavora in un palazzo di Corso Vittorio Emanuele.
Alle 9.30 palleggia sul selciato a scacchi, mi sembra una visione. Gli rilancio la palla, mi dice Brava! (a me?). Il senza tetto che lo saluta chiamandolo per nome e si incastra nella sua postazione abituale, vicino al muro ma senza impedire la fruizione della vetrina, mi svela che c’è un mondo parallelo tra quei marmi, una piccola comunità invisibile ai chi frequenta solo negozi e uffici. Mi pare un ecosistema pacifico, pieno di umanità: salutarsi per nome è un bel gesto pieno, pieno di grazia.
2
Poi ci sono i nonni, ad esempio questo. Non posso fare a meno di immaginare che sia un notaio in pensione, con la piega dei pantaloni stirata e l’espressione meravigliata di uno che la felicità l’ha conosciuta da due settimane. Il primo giorno l’ha portata al ristorante e non vedeva l’ora che la piccola iniziasse il campus di lusso. Ma hanno fatto passi avanti. Oggi, per esempio, hanno bigiato il centro estivo a cinque stelle e sono andati a spasso. A caccia di aria condizionata, sono entrati all’ Oviesse. Per entrambi un’assoluta prima volta. Non è delizioso il vestito (mia moglie mi sgriderà)? Pranzo al baracchino di Parco Sempione, il resto del pomeriggio ancora da inventare.
3
Ci sono anche le piazze, e loro se le prendono. Sotto i grattacieli di piazza Gae Aulenti, ad esempio, ogni pomeriggio si rivendica con spavalderia il diritto all’acqua e alla risata.
Se volete approfondire la questione, consiglio anche un salto in via Cesare Cesariano nel tardo pomeriggio: lì sono affermati il diritto alla palla e allo spritz in egual misura.
5
La gang delle rane si ritrova dopo il centro estivo parrocchiale. È compatta ma inoffensiva. Tiene d’occhio i girini del Portello e chi vede il rospo guadagna 5 punti.
Tra loro i rapporti sono fluidi. Lei ama lui, ma anche lui. Lui ama l’altra, ma non lo dice. Lei dice di amare uno del mare: non è vero, anzi non è più vero perché non si ricorda che faccia abbia (è passato un anno!), ma così almeno nessuno le fa più domande su questa faccenda sconosciuta e imbarazzante che è l’amore. Comunque quest’anno metterà anche il pezzo sopra del costume, perché il seno sta spuntando.
7
Infine ci sono i bambini-adulti. Cercano di infilare palloncini nel bagaglio di un’utilitaria, “È per un evento” spiegano imbarazzati. E l’imbarazzo li frega, un palloncino sfugge, l’infanzia resta tra le mani solo a chi se la merita.
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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. sandra ha detto:

    Grazie! I blog sono così: ci si perde talvolta, ma mai del tutto. Un bacio.

  2. stimadidanno ha detto:

    Ben (ri)trovata Sandra. Ricordo il tuo nick name, quanto tempo è passato!

  3. stimadidanno ha detto:

    …e voglia di unirsi alla gang!

  4. sandra ha detto:

    Molti posti miei, come il Portello, bel post: una Milano vera e accaldata. Grazie.

  5. tramedipensieri ha detto:

    Che bel post! …c’è aria di aquiloni e bibite alla frutta :)))))

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