Dentro #ioleggoperché2017 (prima parte)

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Si è tenuta questa mattina alle Gallerie d’Italia (Milano) la conferenza di presentazione di #ioleggoperché2017. Cosa mi spinga a scriverne su questo blog, che è ormai un’agenda condivisa, è presto detto.
Sì, lo ammetto, sono una Messaggera. Ho anche la spilletta:

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Il meccanismo della più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura, organizzata dall’Associazione Italiana Editori e giunta alla terza edizione, è piuttosto semplice.
Da sabato 21 a domenica 29 ottobre 2017, nelle librerie aderenti gemellate con le scuole, sarà possibile acquistare libri da donare alle biblioteche scolastiche.
Al termine della raccolta, gli Editori contribuiranno con un numero di libri pari alla donazione nazionale complessiva (fino a un massimo di 100.000 volumi), donandoli alle biblioteche scolastiche e suddividendoli secondo disponibilità tra tutte le Scuole iscritte che ne faranno richiesta attraverso il portale.
Quest’anno si aggiunge anche un contest che mette in palio cinque montepremi da € 2.000,00 da spendere in libri per chi organizza i migliori eventi.

Al di là di spillette, eventi e contest, l’idea forte è l’azione capillare su tutto il territorio italiano per fare dialogare mondi piuttosto lontani: da un lato la scuola, comunità composta da bambini, famiglie, insegnanti, personale ausiliario, associazioni genitori, soffitti con infiltrazioni…; dall’altro il mondo “alto” che ruota intorno ai libri: editori, librerie, biblioteche. In mezzo: nonni, città, quartieri, statali, distanze da colmare.

I dati nazionali mi ricordano di non essere troppo milanocentrica. Andare in libreria e acquistare un libro da regalare alla biblioteca scolastica richiede particolare motivazione, a volte. Forse proprio per questo ho la sensazione che #ioleggoperché sia una vera e propria festa, in certi luoghi.

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Spilletta a parte, il mio ruolo di Messaggero si cala nella realtà dove vivo. Che è un po’ lontana dallo splendore delle Gallerie d’Italia dove si è tenuta la conferenza a cui ho assistito.
Milano, sì, ma in periferia. Istituto Comprensivo prestigioso, sì, ma scuola di recente annessione. Biblioteca scolastica presente, sì, ma rinata da poco e fondata sul volontariato di genitori e nonni. Qualche insegnante complice, che farà da apripista con i colleghi, ci vorrà tempo. Bambini entusiasti, che speriamo riescano a coinvolgere i genitori. Libreria di quartiere, una fortuna!, piena di libri di qualità. Nonni intraprendenti, che domani volantineranno davanti alla scuola parlando con tutti, spiegando anche ai molti genitori che hanno difficoltà con la lingua italiana.
Questo siamo, e la biblioteca scolastica può diventare un luogo di forte identità per la scuola e per il quartiere. C’è tanto lavoro da fare, però.

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Come biblioteca siamo appena partiti, perciò il nostro #ioleggoperché2017 non sarà roboante. Parleremo tanto davanti alla scuola e poi faremo un evento piccolo, concentrato, poetico. Sarà coinvolta una sola classe, con un’azione profonda ideata dall’insegnante, integrata nel programma scolastico, culminante in libreria dove resterà esposta qualche giorno sotto forma di mostra che l’intera scuola e il quartiere potranno ammirare.
Se uno degli obiettivi a lungo termine di #ioleggoperché2017 è quello di tessere buone relazioni per la promozione alla lettura, direi che ci siamo.

Siete tutti invitati:

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Per chi non potrà esserci, il mio ruolo sarà quello di documentare on line ciò che succederà. Non so nulla, sarà una sorpresa anche per me.

 

INFO:

Ioleggoperche.it

 

 

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