AAVV/5

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Rileggo quanto hanno scritto le lumachine e ripenso a cosa ci ha portato fino a qui.
Una camminata metaforica nel primo incontro: un percorso a tappe dove ogni tanto abbiamo fatto “merende di poesia”. 
Poi, dopo uno scambio di parole tra me e loro, l’esperienza di sentire il proprio corpo, prima nel movimento e poi da fermi. Sentirsi e ascoltarsi. Uno scambio tra dentro e fuori: dentro ormai sazi di parole di qualità, appagati di ritmi evidenti o sottili; fuori i rumori conosciuti, il bisbigliare del compagno, la risata, il silenzio che si è imparato ad apprezzare e a chiedere; dentro, l’emotività espressa in modo inedito, approfittando di una metafora; fuori il mondo che giudica, per una volta ignorato.
Infine, il flusso di parole nelle molte grafie, chi miniaturista, chi marinaio tra le onde.
E l’esperienza spiazzante di accoglier-si, negli aspetti positivi e negativi che la libertà ci concede: con l’euforia dello speleologo e, in alcuni casi, un certo sollievo nel riveder le stelle.
Ecco qualche frammento.

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“era buio
c’era una cosa che batteva
era il mio cuore!
era un cuore di silenzio di amore
e vivace.
Ho trovato un cesto e dentro
ci ho trovato le mie memorie!
le più belle
rosso come amore
blu come il pensiero
bianco come il nulla.
Oggi ho scoperto che tutto questo giro nel mio corpo
era poesia
poesia col tamburo battente”   (rif. a Bruno Tognolini: tamburo battente/tamburo nascosto)”

“Ho trovato il mio stomaco
dove c’era un cervo
mangiava con gioia insieme a un coniglio felice
ma non mi piaceva il posto
quindi sono salita nel cervello
dove c’era un giardino che ti dà l’aria di un silenzio profondo
dove puoi conoscere le piante e gli animali (…)
i miei piedi erano molto grandi
dove vedo un campo da calcio e anche uno da pallavolo
dove ho incontrato degli amici che non conoscevo
però giocavamo insieme
perché se ti vergogni non giocherai mai”

“Il cervello mi ha fatto capire tutte le volte che ero timido”

“Blin blin blin
Chi sei tu?
Sono il tuo sentimento
Io sono gioia quando sei felice
ma tu sei sempre triste
quindi io sono triste.
Non volevo, mi spiace.
Mi puoi portare dalla testa?”

“Parlami della bellezza.
E io gli parlai che l’avevo vista danzare
con i vestiti di foglie d’autunno
e in mezzo ai capelli la  neve
con un ricordo di un bianco natale”

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“Sono entrato dalla mia unghia puzzolente
e ho cominciato il labirinto
e ho incontrato un minifolletto
che mi ha detto di un’altra porta incantata
e sono entrato nel mio cervello
e sentivo che c’era una grande ragnatela
enorme piena di poesie
molto ma molto ma molto belle
o pure bellissime
e ne ho aperta una e l’ho letta
e sono entrato in un polmone e fluttuavo nell’aria
e la poesia che avevo preso mi ha aperto una botola
e sono andato dentro il gioco minecraft (…)
e sono entrato in un posto di color rosso
e non sapevo che cos’era
oh certo era il cuore pieno di emozioni
e di silenzio pace armonia
e dopo sono uscito dalla porta exit
e sono riuscito a superare il labirinto
e mi sono ricordato chi sono.
con questa avventura”

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“La mia mente, ho pensato, è un posto molto comodo. Andrò là.
La mia testa è silenziosa e una luce mi è arrivata sugli occhi
e allora ho pensato: la mia testa è un posto bellissimo
ma non posso stare qua per sempre (…)
ho provato un’esperienza bellissima
basta che mio fratello non lo sappia”

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“Mi avvicino e vedo che c’è una piuma leggera
che rappresenta la mia dolcezza interna,
vado più in basso e trovo il mio cuore
che continua a pulsare ed emette una musica
con dei ritmi strani: va lento e poi forte (…)
Torno su e mi dirigo verso gli occhi,
quando arrivo vedo un mondo
un mondo pieno di amici, insegnanti
e tutta gente che mi vuole bene.
Da lì esco e torno nella realtà (…)
torno alla normalità
torno a giocare con i miei amici
che mi vogliono bene”

È questa poesia? Certamente in questi testi ci sono ricerca, libertà, scelte consapevoli e frammenti di verità che sfugge alle intenzioni. C’è una relazione tra le poesie lette e la propria scrittura. C’è anche un ritmo, che io nell’operazione di trascrizione dei testi più lunghi ho enfatizzato inserendo gli “a capo” (mi sono anche presa la libertà di correggere i piccoli errori di ortografia).

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Cos’è la poesia? Cos’è la poesia a scuola? Io mi tengo stretta stretta la definizione laboratorio espressivo, sento che mi calza e mi scalda come un maglione. Sento che serve. A loro e a me.

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