Diario | Parole dal luogo segreto

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Classi terze della Scuola Primaria di Burago di Molgora, una Sala Consigliare a disposizione solo per noi, due libri classici (Nel paese dei mostri selvaggi di Sendak e Rime di Rabbia di Bruno Tognolini), un albo molto più recente, Il posto segreto, testi di Susanna Mattiangeli e illustrazioni di Felicita Sala, ed. LupoGuido. E in più, uno speciale libro-origami pronto ad accogliere confidenze.

Amo proporre più di un libro per attivare un laboratorio di scrittura: la pluralità di voci mi serve per interrompere possibili automatismi e muovere il pensiero. In questo modo, ogni bambino attiva collegamenti, raccoglie gli input di cui ha bisogno ed entra con maggior facilità in un personale flusso di pensieri poi tradotto in testo. Non deve compiacere me o le insegnanti, non ha una traccia precisa, può ascoltarsi ed esplorare il tema da più punti di vista. Può persino rilanciare, inventando una nuova storia.

Se poi anche lo spazio intorno è ampio e complice, tanto meglio. Quando ho sentito accolta la mia richiesta di silenzio e visto i bambini nascondersi laddove normalmente si riuniscono Sindaco e Giunta, assaporando con gusto una breve parentesi di scrittura solitaria, mi sono augurata che la potenza del pensiero bambino potesse risuonare in ogni luogo della politica. Perché tutti, proprio tutti, abbiamo bisogno di certe lucide visioni:

Tutti, proprio tutti, abbiamo bisogno che qualcuno ci autorizzi a dire le parti di noi più in ombra. Imparando a pesare le parole, ad usarle con coraggio, sapienza e motivata irriverenza, se serve.

Rimbalzi, dialoghi tra libri. Bellissimo e possibile anche prima di aver cominciato a studiare la storia della letteratura. L’attenzione acutissima ha portato i bambini ad indagare Un posto segreto per trovare le citazioni del classico di Sendak, e un bambino ha riconosciuto l’albo che gli era stato letto da piccolo, riscontrando differenze nella traduzione della recente riedizione. Piccoli critici letterari crescono!

Hai un posto segreto? È un luogo fisico o nella tua testa? Cosa fai quando sei lì?

Ho avuto il privilegio di entrare con loro negli armadi, sotto le scrivanie e nelle soffitte. Non è stato difficile raggiungerli. Anzi, a volte è stato facilissimo: “Il modo per andare nel mio rifugio è salire su una collina girarsi verso destra e sei arrivato”.

Seguitemi, vi porterò con me:

Nelle loro città segrete: “Nella mia testa c’è la mia città segreta dove tutto è possibile e i miei segreti sono tenuti sotto cassaforte. La mia anima, le mie persone care che sono morte, i miei amici immaginari, parlare da sola, tutti questi sono i miei segreti e anche altri che tengo sotto cassaforte (…) nel cavò”.

Nei loro rifugi dal caos: “Il mio posto segreto è la cantina (…) ci vado per pensare perché di sopra c’è molta confusione”.

Nelle loro camere di decompressione: “Nel mio posto segreto mi trovo molto bene. Ci metto tutte le mie cose e i miei piani e progetti, inoltre quando non sopporto più nessuno e niente vado lì e…mi calma, mi rilassa, mi manda via tutta la rabbia. Mi metto lì anche per disegnare tutta la fantasia che ho nell’altro mondo. Disegno: unicorni, giostre volanti, televisioni dalla quale puoi entrare nel film che stai vedendo (…)”.

Nei loro desideri: “Il mio posto segreto è un mondo dove si può fare tutto ciò che si vuole, perfino diventare invisibili!!!! Tutto si può fare tutto”. “Il mio posto segreto è l’armadio perché lì dentro mi diverto a giocare e penso al Marocco…”

Nelle loro coscienze: “Quando mi sgridano vado sotto il letto e ci rifletto”.

I ragazzi hanno scritto e scritto e scritto. Prima con timidezza, poi senza freno. Un foglietto alla volta. Libri nel libro, storie tra le storie:

“Una volta avevo fatto un sogno strano (…) ad un certo punto il dragone stava mangiando tutti i bambini…”. “Il mio posto segreto è un mondo di caramelle…”. “C’era una volta un mostro che aveva paura di un minitopo…”. “Quando io e mio fratello litighiamo, io vado nel mio posto segreto e penso delle avventure da storico. Penso di trovarmi un oggetto antichissimo e come uno scienziato costruisco una macchina del tempo (…)”. “Un giorno quando stavo girando intorno alla mia stanza ho schiacciato un pulsante e ho visto un passaggio segreto…”. “sotto le foglie (…) tocco un pulsante e cado in un tunnel”.

In ogni caso, non bisogna pensare che il posto segreto sia sempre un posto sicuro: “Il mio posto segreto è dentro l’armadio in corridoio, sperando che la mia gatta non mi butti giù o mi graffi le braccia”. “Il mio posto segreto è sotto il letto per nascondermi dal mio cane perché se no arriva l’attacco di leccatine e è una cosa che non posso combattere se ci provo muoio e il mio cane è anche un assassino delle calze me lo immagino pieno di muscoli il totale è che è imbattibile!”.

Viva i posti segreti, che ci proteggono come possono dalle più o meno sopportabili insidie del mondo.