Cartopoetica@casa | La mappa della scuola, oggi

Schematizzare. Fare una mappa. Quante volte viene chiesto a bambini e ragazzi di trovare una sintesi delle informazioni e riorganizzarle per imparare meglio?

Anche gli adulti conoscono il valore di parole chiave, post it e frecce per dare ordine al caos. Oggi proviamo a far diventare il dovere un piacere, a trasformare l’urgenza in fantasia. Lo facciamo partendo dal linguaggio, traducendolo poi in esplorazione grafica. Una nuova, piccola attività – fluida e senza modelli da seguire – che possono fare tutti: bambini, adolescenti, adulti. Anche insieme.

Riflettiamo su tutte le forme che la scuola ha preso da quando è in una situazione straordinaria a causa del covid-19. Dobbiamo essere degli abili osservatori, pensare alla nostra esperienza ma anche a quella di tutte le persone che rendono la scuola operativa: insegnanti, commessi (bidelli), dirigenti (presidi), operatori mensa.

Alcune domande che possono stimolare la riflessione (come sempre le risposte sono personali, non giuste o sbagliate):

In questi giorni, dove siamo quando impariamo?

Dov’è l’aula? Da chi, da cosa è composta? Com’è arredata?

Dov’è la cattedra? E la lavagna?

I nostri compagni hanno un aspetto diverso? Sono tutti presenti? Manca qualcuno? C’è qualche intruso? E le maestre, i prof, sono diversi o uguali?

Chi sono gli insegnanti? I genitori, i nonni, i fratelli ci stanno insegnando qualcosa? Cosa stiamo imparando da questa situazione particolare?

Dove sono i libri di testo? Che differenza c’è tra un libro e un video?

Dove facciamo l’intervallo?

Come ci troviamo con la mensa?

Proviamo inoltre a rispondere ad alcune delle domande qui sopra mettendoci dal punto di vista di qualcun altro. Come risponderebbe la commessa del primo piano? E il maestro di scienze? E la mamma? E la sorellina piccola? E il compagno che ancora non parla bene l’italiano?

Ora prendiamo tanti foglietti diversi e scriviamo i nostri pensieri formulandoli così:

La scuola è a forma di…

Accumuliamo una serie di piccole note sincere.

Esempio:

La scuola è a forma di telefono cellulare, perchè posso collegarmi e seguire le lezioni in diretta

La scuola è a forma di cameretta oppure di tavolo della cucina ma anche di sofà

La scuola è a forma di nonni che a loro volta sono a forma di telefono, perchè non possiamo andare a trovarli.

La scuola è a forma di tuta da ginnastica, che è l’abbigliamento della mia maestra quando si collega in diretta.

La scuola è a forma di mio fratello di due anni, fastidioso come il mio compagno di banco: mi morde le gomme da cancellare e mi nasconde le matite.

… (Continuate voi)

Incollate i foglietti nell’ordine preferito. Suona come una poesia? Non ancora? Eliminate qualche parola, sostituite, rovesciate, giocate con ciò che avete scritto. Trascrivete il nuovo testo. Suona meglio?

Ora prendete un foglio grande oppure unite con lo scotch tanti fogli insieme. Qui disegnate, sintetizzando, le idee corrispondenti ai vostri foglietti-pensieri, disponendo le figure secondo una vostra logica.

Esempio: se il vostro fratello maggiore vi ha spiegato molto bene una lezione di matematica, potete disegnarlo con la toga da laureato. Non dimenticate di aggiungere qualche parola, es. Luca, 14 anni, prof di matematica

Poi incominciate a tracciare strade di collegamento tra tutti gli elementi disegnati. Ricordate: voi siete gli autori, voi decidete qual è il modo migliore per realizzare questo lavoro.

Esempio: potreste collegare con una bella strada a curve la maestra che lavora da casa sua e vostro fratello Luca. E quella strada potrebbe essere bordata da libri di matematica…

State disegnando una vera e propria mappa: tracciate le strade principali e quelle secondarie, le tappe significative, tutti gli elementi interessanti che trovate nel vostro cammino-esperienza.

Ora sbizzarritevi: colorate, aggiungete testi sintetici, disegni, personaggi.

Ne risulterà un ritratto variopinto di questo momento particolare e forse vi renderete conto di quanto anche un’esperienza difficile possa essere fonte di nuove scoperte.

Se volete condividere il vostro lavoro con me, scrivetemi e mandate le fotografie a: sigerol@tin.it
RIPRODUZIONE VIETATA, IMMAGINI E TESTI DI SILVIA GEROLDI. È GRADITA LA CONDIVISIONE CON TAG.

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Per gli insegnanti segnalo una lettura interessante:

– Chi ascolta gli insegnanti in tutti quei momenti della giornata che non sono “la lezione”? Nuove storie di scuola è un blog che dà voce ai pensieri sottovoce. È anche possibile contribuire, inviando un messaggio privato.

[Questo è un pezzo della “scuola” di mia figlia. L’unica parte ordinata della sua camera.

Buon lavoro a tutti e grazie agli insegnanti che si stanno mettendo in discussione, ai ragazzi che affrontano la sfida con impegno, ai genitori funamboli. Ci ritroveremo tutti più forti, competenti e fieri]