Maschere, una passeggiata

Sto organizzando i materiali per i laboratori di Sauris. Parto dal primo, questo: (si ringrazia l’Asilo di Ampezzo per la cura con cui ha realizzato i banner dei laboratori) Mentre mi rendo conto che forse la colla vinilica non sarà sufficiente, capisco anche che ho voglia di condividere il mio piccolo percorso sulle maschere. Un tema…

Saul Steinberg: un artista, una vita anche un po’ milanese, un giallo

18 – 29 Maggio 2015, lun-ven 9:00-18:00 Politecnico di Milano Scuola di Architettura e Società Spazio mostre Guido Nardi Via Ampère 2, Milano ingresso gratuito Una mostra spartana nell’allestimento, minima nella durata, ma ricca di spunti. La consiglio. Immagino Saul Steinberg, diciannovenne rumeno di origine ebraica, arrivare a Milano nel 1933. Lo vedo studiare, laurearsi,…

Due donne appese come foglie, compresa una filastrocca tipofila

C’era una volta un foglio, anzi una foglia Questa è la storia di Carta da Pacco, signora contessa di Terra di Scotch. Frusciava nel vento che entrava la sera quando alla finestra leggeva e leggeva… Leggeva le storie in parole di altri facendo rumore di fuoco lontano, sostava seduta – contenuta – indecisa se essere…

L’uomo d’acqua

Di ritorno da un esperimento caldo, profumato e coinvolgente, provo a ricentrare la parte più adulta e lunare di me. Raccolgo materiale sfuggente, che ha bisogno di silenzio per farsi ascoltare e contenere in una forma. Sciolti dalla progettualità che sta piano piano organizzando la mia vita lavorativa parallela, i pensieri si accordano alla palette liquida…

Temporaneamente

“Per guadagnare da vivere io non dispongo che dei prodotti derivati dalla mia paura … La realtà in sé è orribile, mi dà l’asma. La realtà è insopportabile senza gioco, il gioco consente una immagine della realtà. Io non posso perdere il contatto con la realtà, ma per sopportarla ho bisogno di questo gioco astratto…

Tullio Pericoli, Pensieri della mano

Perché la scrittura è un procedimento più razionale? Più razionale della pittura? Non me la sento di ammetterlo, anche se ne sarei tentato. Si rischia di dire solo sciocchezze. Le parole in realtà non le impariamo a scuola. Comincia tutto molto prima, con i primi sussurri di nostra madre. Forse ancora prima di nascere percepiamo…

Regalo fuori stagione: haiku illustrato di fine estate

Fresco di notte, respirare di cane. L’estate passa. Vi presento Salvia, la cagnolona di Roberta Cadorin. Un momento di sosta per poi riprendere fiato e ripartire verso nuovi giochi e nuove scoperte. Salvia e il suo fiuto saggio nell’ombra serale, Silvia e l’irrequietezza di voler imparare a fare bene. Salvia mi riporta ai ritmi normali:…

Autunno caldo/3 (e buona estate, a presto!)

Tommaso lo scrive e allora è proprio vero, il 20 settembre terrò un laboratorio a Cantù in questo posto unico: Sarà un laboratorio di haiku per bambini di tutte le età nello spirito del blog Haiku seduti sotto la luna, che è giocoso e non didattico. Faccio mie le parole di uno straccio, quello che appare…

Sono solo linee

12/7/2014, un tavolo in un parco. ‘Snail’ from the series ‘Postcards of Haikai’ by Saitô Shôshû, Japan, ca. 1910 immagine da qui            

Gozzi, Morini, Murgia. A ritrovar le storie

    Il paese di Tarot ha perso progressivamente le parole. Un processo graduale e lento le ha prima sbiadite e poi fatte letteralmente scomparire, rendendo invisibili i ricordi, lasciando le bocche mute. E’ l’arrivo di un Saltimbanco e di un’Oca, personaggi ricchi di simbolismi e magia, ad innescare con discrezione un primo ricordo e,…

Le tentazioni di Miss Cherry (regalo d’inizio estate)

E’ successo di nuovo. Roberta Cadorin mi ha allungato una tavola, tentatrice!, e mi ha sussurato con voce flautata e accento canterino: “Mettici le parole”. Non ho resistito, naturalmente. Questa volta non sono diciassette sillabe ma una filastrocchina, giochi di rima per una Signorina. Ed è bello filastroccare spensierata, soprattutto di sera quando la mente è stanca e…

Si va…

Di nuovo due chiacchiere pubbliche su Measachair, questa volta nel contesto del Salone del Libro e per la precisione nell’area Lounge del Circolo dei Lettori. Di nuovo grazie a Open, insieme ad altri blogger e soprattutto con Isabella di Onalim, con cui chiacchiero chiacchiero chiacchiero fitto perché “ci siamo riconosciute”, come dice lei. Presto i dettagli…

Tracce

Movimento Io vo… tu vai… si va… Ma non chiedere dove ti direbbero una bugia: dove non si sa. E è tanto bello quando uno va. Io vo… tu vai… si va… perché soltanto andare in un mondo di ciechi è la felicità. Aldo Palazzeschi In questo passaggio veloce si perdono le tracce. Si è…

È pur sempre…

È pur sempre il week end, il tempo è schifoso, le facce in giro bruttebrutte, l’economia a picco, l’influenza bastarda, non ci resta che… sttttttt il primo che va in giro a dire che questa è una cartolina di san valentino lo faccio secco. L’illustrazione è di Roberta Cadorin, io come l’altra volta ho prestato le…

Edward Gorey, L’arpa muta

Edward Gorey era un eccentrico personaggio , illustratore americano dalla feroce ironia. I bambini, per esempio, nelle sue immagini fanno sempre una bruttissima fine. Ma si resta lì, ipnotizzati, anche solo guardando le raccolte di immagini su internet. E si ride. Poi succede di ordinare qualche librino, e quelli che ho ordinato io sono proprio…

Ognuno è maestro nell’arte sua

“Ognuno è maestro nell’arte sua”, illustrazione di Marco Lorenzetti, che ho intervistato per Measachair (è bravissimo, andate a vedere se vi va). Accade anche che loro, i tampinati, a volte domandino. Considero questa reciprocità uno degli aspetti più interessanti dell’esperienza di Measachair, dà un senso al fare e disfare della rete che mi impegna il tempo…

Qualcosa che mi somiglia (e auguri!)

Un mio haiku accompagna il biglietto di Natale illustrato da Roberta Cadorin, che è bravissima e mi pungola a scrivere, a fare. E faccio, infatti. Un po’ lo mostro qui e qui e qui, un po’ lo tengo con me e ci lavoro nell’ombra. Ultimamente mi ritrovo la casella di posta elettronica piena di illustrazioni e idee, conseguenti e…

Simona Guerra, Bianco e Oscuro. Storia di panico e fotografia

ph. Giovanni Marrozzini, Ospedale psichiatrico di Elbasan, 2009 Narrativa, fotografia. Fiction, realtà. Italia, Albania. Alma vive nella bolla protettiva di un lavoro d’archivio, tutto il giorno analizza le vecchie fotografie che costituiscono il patrimonio storico di una casa di riposo per artisti. Soffre di attacchi di panico e sembra sospesa in quel luogo nello spazio e nel…

Liliana Salone, Il beneficio dell’inventario

Caspar David Friedrich è il pittore tedesco che ha dipinto uno dei soggetti-simbolo del romanticismo: un piccolo uomo solo di fronte alla grandiosità incontenibile della natura. Muore nel 1840. Agli inizi del novecento, il funzionario Vasily Zhukovsky è inviato sull’isola di Greifswalder nel mar Baltico per redigere l’inventario dei beni lasciati da Friedrich al fine di determinarne il valore e procedere…

Semi d’autunno

Chiede Camilla: che cosa le resterà di tutto questo? Info: > gli haiku dei bambini in Haiku seduti sotto la luna > cavardiage di Tina Festa per Measachair > cartolina di Sybille Kramer > pannello di Bruno Munari

Quo vadis?

Tanti auguri a me. L’ironia è il pudore della mia coscienza. L. Longanesi Per i quaranta una domanda per me. Una e basta. Questa l’illustrazione originale, per la cronaca: è un uomo. Da un disegno di Roberta Cobrizo. Info: > Measachair, io come una sedia > Haiku seduti sotto la luna > Roberta Cobrizo è lei, l’ho anche intervistata

Giovanna Calvenzi, Le cinque vite di Lisetta Carmi

Ho letto a grandi morsi questa autobiografia di una donna di cui non sapevo niente. L’ho appena terminata e resto qui sospesa, affascinata e piena di domande, perché se ho compreso l’impegno sociale, l’amore verso gli altri manifestato come fil rouge di tutta l’esistenza, mi sfugge – per limite mio, terrena che sono! – la…

Il volto del 900, annessi, connessi

Una ragazza con il vestito rosso spicca in piazza del Duomo. Impossibile far finta di niente. La fotografa un’amica e lei fa pose da modella, si atteggia un po’, si divertono le due. Ridono. Quegli scatti non resteranno privati. Me li immagino su fb, su un blog, magari su un fashon blog. Esibizionismo? Piano con…

Sì, guarda lì, ha in testa una casetta di legno

immagine da qui “L’attenzione, è stato detto, è una forma di preghiera, il riconoscimento della realtà oggettiva, di un ordine, di confini; un modo di guardare al di là e al di sopra del proprio Io, di sapere che nessuno è il satrapo tirannico e capriccioso del mondo né può devastarlo a suo arbitrio. C’è una…

Quell’espressione un po’ così

Cosa resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco.  Aldo Busi, Seminario sulla gioventù immagine da qui Mi imbatto a volte in faccine inquiete, d’epoca eppure eterne….

Non serve poi molto

Immagini. Quella sopra è di Banksy e sta nella mia raccolta bambinicattiviscartatiaicasting. Questa sotto è una che ha capito tutto e che questa mattina si è scelta la maglietta da sola per il suo primo giorno di scuola. Scelta per il gatto non per la scritta, ovviamente, che delle parole ancora non ha iniziato a preoccuparsi….

Quella moltitudine di facce

Che cosa hanno in comune un libro di Giuseppe Pontiggia e una performance di Marina Abramovic? Le facce. Facce normalissime, comuni. Le solite. Voi. Noi. Io. Facce che partecipano ad una narrazione. Facce al confine tra il vero e il verosimile, emerse dal fiume della folla più o meno volontariamente e per pochi istanti, per poi…

Bi-gioie tra santità, sbudellamenti e risate

immagine da qui (grazie a Mariantonietta Barbara per la segnalazione) Sono cresciuta in una casa in cui erano appesi dipinti sacri e studi di nudo sulla stessa parete, cosa che ha generato più di uno sguardo perplesso in chi entrava per la prima volta impreparato. Nelle Madonne ho sempre cercato le Donne, sempre, ma soprattutto quando aspettavo mia…

Allenarsi all’inatteso (rest in place, on landscape)

Ph. Mauro Thon Giudici, intervistato su Measachair “Troppo spesso si decide di riprendere qualcosa pianificando a tavolino (…). Questo a mio avviso chiude molte opzioni nel vedere, nell’accogliere l’inatteso”.  Così dice Mauro Thon Giudici in una lunga intervista su Measachair ricca di spunti su vari fronti. E’ estate, fa caldo, si è tutti un po’ svagatelli e non si…