LAB | Gli haiku in classe | Natura pulsante

Un progetto centrato sulla poesia haiku, con lettura di testi classici, riflessioni sulla poesia anche mediante la proposta di albi illustrati ed infine composizione ed esplorazione linguistica.

Nella versione completa il progetto è articolato in tre moduli:

  • introduzione all’haiku, composizione in gruppo e autonoma
  • esplorazione del segno, alterazione di carte, esplorazione di vaari materiali grafici
  • assemblaggio di un libro d’artista, di natura tattile, con rilegatura orientale

info: sigerol(at)tin.it

Di seguito qualche stralcio di cronaca dell’attività 2016-2017 presso l’Istituto Rinnovata Pizzigoni di Milano.

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Un progetto articolato: Natura pulsante a scuola

Si prenda una classe quinta a Milano.
Si afferri l’agenda e si fissino tre incontri in classe di due ore ciascuno. Per nulla semplice, in tempi di referendum e spettacoli natalizi, ma se l’insegnante crede fortemente nel progetto il miracolo avverrà.
Si scelga un titolo: Vita pulsante a scuola, ad esempio.
Ci si munisca di uno zaino capiente e di un sorriso, di tanti libri scelti, materiali consumabili di vario tipo e voce ben sostenuta.
Il resto lo faranno i ragazzini. E lo faranno bene, con passione e una sorpresa finale.

Primo step: gli haiku

Dov’è la natura a scuola? Ce ne accorgiamo? La natura ci è maestra? E noi, chi siamo?
Introduciamo gli haiku giapponesi, riflettiamo sullo scorrere delle stagioni, su come è possibile rappresentare questo tempo circolare, sentiamoci parte importante e responsabile dell’ambiente in cui viviamo. Poi componiamo in 5/7/5.

Acqua gelida
Scorre piano nel fiume
fino al mare

Un bambino sta
triste accovacciato
dietro una roccia

Un botto, luce
I fuochi d’artificio
Bimbi felici

Tre, i bambini
che giocano insieme
con il pallone

Le formichine
Piccole si credono
grandi e forti

Là nella classe
una mano alzata
dà la risposta

Pioggia e piante
dal rumore scrosciante
Per la via stanno

Dormono i bulbi
piantati nel terreno
gialli e rossi

Gli animali
Sono addormentati
sotto il gelo

Ciascun uomo
sogna la felicità
sotto le stelle

Le foglie gialle
Cadono dalle cime
secche e rosse

Sette colori
dell’arcobaleno
fanno felice

Le rondini che
volano nel cielo
sono contente

Fiocchi di neve
Scendendo giù dal cielo.
Si incontrano

Il caldo porta
farfalle colorate
e felicità

La primavera
è piena di colori
dolci e caldi

Le sensazioni
autunnali sono
tristi e scure

L’inverno ci dà
neve sulle montagne
e sopra i colli

La tartaruga
sta dentro l’acqua fredda
Cercando pace

Germoglio verde
una vita davanti
e da finire

Ginko Biloba
è coperto di muschio
con pungitopo

È primavera
il glicine in letargo
si è svegliato

Sono felice
perché dopo si gioca
nella natura

Quando fa freddo
per un fiocco di neve
è un piacere

Sono al mare
e fa ombra su di me
un ombrellone

Arcobaleno
formato da colori
di felicità

Qui ha piovuto.
Il parco è bagnato,
anche la pianta

Gli animali
della grande agraria
fanno qualcosa

Corre il cavallo
galoppa nella neve
annoiandosi

Un’altalena
è tutta arrugginita
non viene usata

Son luccicanti
I fuochi d’artificio
Sopra le case

Che freddo che fa
in questo lungo inverno.
“Viva la neve!”

Noi osserviamo
la luce del sole che
splendendo muore

La luna splende
mentre noi la guardiamo
curiosamente.

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Secondo step: segni e carte

Di nuovo libri a cui ispirarci. Entriamo in contatto con culture lontane da noi anche per gusto iconografico, impariamo ad usare il colore e nuovi materiali in modo espressivo, godiamoci il puro piacere del gesto, lo scorrere dell’inchiostro di china sulla carta di riso, facciamo fondere i pastelli ad olio con il calore del nostro polpastrello, sfumiamo la polvere, stampiamo e timbriamo, tracciamo cancellando, soppesiamo e accarezziamo diversi tipi di carte, spalmiamo spessori, annusiamo colori…

Per una volta, non preoccupiamoci del disegno e sganciamo la mano dal cervello. Esploriamo i quattro elementi, nella doppia valenza di materia per tracciare e realtà rappresentata.

Acqua

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Fuoco

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Aria

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Terra

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Terzo step: Assemblare

I lavori realizzati sono tutti differenti, ma accomunati da alcune costanti stilistiche: formato, materiali, rilegatura orientale. I bimbi decideranno in un secondo tempo con l’insegnante quali haiku inserire sulle pagine con la tecnica del collage.

La copertina è creata con i timbri: la matrice è la stessa ma la sfumatura del colore e l’intensità della pressione sono differenti. La rilegatura è realizzata con punteruolo, ago e filo, recuperando i gesti antichi della tecnica orientale e tutta la pazienza che serve per lavorare in gruppo.

Un graditissimo fuori programma

Siamo arrivati fino in fondo, bene e nei tempi previsti. Non avevo dubbi.
Alla fine ricevo un regalo che mi riempie di gioia. Dopo essere entrati a contatto con libri molto particolari, alcuni dei quali silent book, i bambini provano il piacere di raccontare una storia sfogliando il proprio libro multisensoriale, che scrocchia, profuma, è morbido, è ruvido. è leggero, è trasparente…

Ecco i volontari che si sono lasciati riprendere mentre raccontano le loro storie:

Natura pulsante / 1

Natura pulsante / 2

Natura pulsante / 3

Natura pulsante / 4

RAPPRESENTARE LA FELICITÀ: DOVE? QUANDO? UN ESPERIMENTO CON LA 5 B

Terremoti, slavine e tormente di neve riempiono le cronache di questi giorni. Non è stato facile, oggi, entrare in classe e spiegare in modo asettico che i temi tipici della poesia haiku sono il passare ciclico della natura, lo svolgersi di un tempo eterno, la finitezza dell’uomo che è parte minuscola e certamente non la più importante dell’universo.

Trovo di fronte a me bambini vivaci, alcuni di loro faticano un poco  a comporre in italiano (sono arrivati da poco in Italia) ma ci mettono grande impegno e la consueta esuberanza nel lavoro in gruppo. Decido che la conta delle 5/7/5 sillabe è oggi l’aspetto meno importante. Mi preme far capire quanto la poesia haiku, partendo da percezioni reali, porti messaggi universali e profondamente spirituali. Piano piano ci arriviamo, con gli haiku classici e con gli albi.

Con questa classe ho voglia di insistere più del solito sul dato di partenza: la concretezza dell’esperienza. Questa infatti distingue il linguaggio degli haiku da buona parte della poesia proposta a scuola, centrata solitamente sulle ricorrenze e su ideali astratti, oppure testimone di una natura idealizzata e consolatoria.

Chiedo ai bambini di chiudere gli occhi e visualizzare una situazione in cui sono felici nella natura. Le risposte mi sorprendono: compaiono subito le vacanze e i papà, mentre non c’è traccia di parchi cittadini, vasi sul balcone, mamme e nemmeno delle strutture della scuola che pure gode di orti, serre e animali. Nella loro percezione la natura e la felicità sono totalmente escluse dalla quotidianità.

Ecco i loro autoritratti di felicità in natura:

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Uscendo, trovo su un cartellone questo vivido racconto delle vacanze:

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Io penso che un compito della scuola sia aiutare i bambini a percepirsi come parte attiva e vivace del mondo ogni giorno, anche negli aspetti più banali. Ne ho incontrati molti in questi mesi; quasi tutti mi sono apparsi piuttosto sereni ma poco abituati ad autorappresentarsi, a collocarsi nel mondo e a valorizzare le opinioni personali. Chissà se si rendono conto di essere anche tanto tanto fortunati.

LA TENDENZA CHIAROSCURALE DELLA VC

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La settimana scorsa ho incontrato in classe anche la V C.
Dei componimenti di questi ragazzi, che hanno scritto molto e che seguirò per portare a termine il progetto Vita pulsante a scuola fino alla produzione di un libro, mi piace sottolineare l’uso delle immagini chiaroscurali. Sarà interessante vedere come reagiranno al secondo incontro dedicato alla manipolazione dei materiali.

Intanto, ecco le loro parole:

Una lavagna
con un disegno sopra.
Le diamo vita.

Sole che sorge
colorando il cielo,
dando speranza.

Delle lucciole
che ci sembrano stelle
splendendo in cielo.

Una tempesta
che oscura il cielo
e dà tristezza.

Fiori dipinti
colorano il prato
e danno gioia.

Un’ombra nera
nella notte splenderà.
Luce lunare.

Carbone nero
Lui può essere dolce
o punizione.

Alberi belli
di un verde splendente
o molto secchi.

Sole rossiccio.
Il tramonto splenderà.
L’alba sorgerà.

I fiorellini
nascono del terreno
multicolore

I mandarini
son frutti dell’albero.
Nascono così.

Il mare calmo
è super bellissimoe
e ondeggiante

Il pesciolino
che nuota dentro l’acqua
velocemente

Gli animali
molto intelligenti
sono carini

L’arcipelago
di piccole isole
con molto verde

L’ uccello vola
via nel vento con gioia
sopra le nubi.

Stelle nel cielo.
Quando le guardiamo
ci illuminano.

Quando mi sveglio
all’ alba del mattino
vedo il sole

Noi in piscina .
ci divertiamo molto
nuotando in acqua

Ippocastano.
Noi ci arrampichiamo
felicemente.

Quando io viaggio
con la barca a vela
mi sento male.

Al ristorante
mangiamo tantissimo
e molto bene

Un buco nero,
dentro di sé racchiude
vita pulsante.

Certi alberi
racchiudono una storia
da raccontare

Germoglio verde
è segno di speranza,
di rinascita.

L’infanzia mi
rammenta avventure
in compagnia.

I maestri ti
aiutano se sei
in difficoltà

I bimbi sono
la vita pulsante di
qualunque luogo.

Sole splendente
ma poi arriva l’ombra.
Luna calante.

La rosa nasce.
Forza della natura.
Un fiore sboccia.

Ora dell’ombra.
A mezzanotte in punto
Tutto svanisce.

Acqua che scende
Pozzanghere ghiacciate
E la grandine

Notte oscura
Rumore invadente
Tutto si accende

L’acqua è vita
L’acqua ha un lungo ciclo
È infinita

La vita è un ciclo
La vita è un illusione
La vita è bella

ISTANTANEE DELLA VD VIRATE AL COLOR DI VENTO

Rieccomi in V D.

Il secondo modulo del progetto Vita pulsante a scuola, avviato con il laboratorio di poesia haiku, prevede che in due ore i bambini sperimentino la manipolazione di diversi tipi di materiali, tracce e carte, godendosi un’ampia gamma di sensazioni gestuali e tattili che si susseguono rapidi ma non indolori come il passare del vento, del tempo e delle stagioni. Documentare un laboratorio espressivo che prevede l’uso di molti materiali mentre lo si conduce non è semplice, ma questa mattina sono riuscita a fermare qualche momento e mi piace condividere l’atmosfera in classe.

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Introduco il lavoro leggendo questo sofisticato libro di Anne Herbauts, ricco di suggestioni che intrecciano con un equilibrio molto evocativo testo, soluzioni grafiche e tipografiche, illustrazioni.

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Anne Herbauts racconta:

“Ho tendenza a dire che non sono né illustratrice né scrittrice, perché faccio dei libri, ma li faccio nel senso che li scrivo col testo E con l’immagine, e non sono né nel testo né nell’immagine, ma tra i due. Scrivo facendo una collisione di testo e immagine. Quando costruisco un libro, dico “fabbricare un libro”, perché bisogna pensarlo come si fabbrica un oggetto, perché il libro si scrive col testo, con l’immagine, ma soprattutto con l’assemblaggio delle pagine, ed è questa la bellezza e la potenza del libro, che nel momento in cui apriamo un libro succede qualcosa non su una pagina, ma tra due pagine e dunque ci rendiamo conto che è gigantesco.” (Traduzione di Anna Castagnoli in un post del 2011 su Le Figure dei Libri.com)

Questa idea ispira il nostro progetto, che si completerà con la rilegatura orientale nel terzo incontro.

Uno degli obiettivi del lavoro è accettare una quota di imprevedibilità che dipende sia dalle caratteristiche dei materiali utilizzati sia dall’attenzione del singolo bambino durante l’azione. Come la natura, non siamo neutri, ripetitivi e controllati. Agiamo con vigore o delicatezza su materiali che hanno proprie peculiarità, si incontrano e reagiscono.

Ad esempio, stendere le spezie addensate con la colla sulla carta di bambù fa sì che questa ritrovi la propria origine organica: asciugando torna foglia, si secca e si accartoccia. Diversa è la reazione su altri tipi di carta.

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Anche la nostra azione, la nostra forza provocano conseguenze. Quanta delicatezza bisogna usare per il frottage su carta di riso?

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Ci godiamo le differenze. Misuriamo con un gesto la fluidità della china su carta di riso, scopriamo velature e sfumature della sanguigna, tracciamo cancellando la fusaggine, crediamo che la carta di riso sia leggera fino a che non prendiamo in mano un foglio ancora più soffice e trasparente.

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Scopriamo che non si illustra solo con il colore, ma anche con le consistenze. Persino con i profumi e con i rumori.

Mi piace l’idea che dovremo aspettare l’asciugatura per conoscere l’aspetto definitivo di queste carte che abbiamo appositamente alterato: il Tempo è il vero protagonista del nostro progetto.

“Il mio foglio si è rotto ma mi piace proprio per quello” mi dice con entusiasmo una ragazzina. Bene, la volta scorsa non abbiamo parlato di wabi-sabi invano.

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